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Le principali reti universitarie europee chiedono un aumento significativo del budget del prossimo programma Erasmus+, invitando l’Unione europea a destinare almeno 60 miliardi di euro al periodo post-2027.

Secondo i rappresentanti del settore accademico, questa soglia è necessaria per preservare e ampliare un programma considerato strategico per la competitività, l’attrattività e la resilienza dell’Europa, in un contesto di crescente pressione sulla cooperazione accademica internazionale.

La richiesta rappresenta un aumento rilevante rispetto ai 40,8 miliardi di euro proposti dalla Commissione europea, ma resta inferiore ai 75 miliardi auspicati dal Parlamento europeo. Le università sottolineano che l’obiettivo non è introdurre nuove priorità, bensì garantire la piena attuazione di quelle già concordate, tra cui:

  • l’aumento della mobilità studentesca;
  • il rafforzamento dell’inclusività;
  • il consolidamento delle alleanze delle Università europee;
  • l’introduzione di borse di studio in settori strategici.

Secondo le stime del mondo accademico, l’attuale proposta di bilancio non sarebbe sufficiente nemmeno a mantenere i livelli di attività previsti entro il 2027, soprattutto alla luce dell’aumento dei costi. In particolare, per raggiungere l’obiettivo europeo di consentire a circa un quarto dei laureati di svolgere un’esperienza all’estero entro il 2030, sarebbero necessari investimenti aggiuntivi significativi nel periodo 2028-2034. Analoghe preoccupazioni riguardano il finanziamento delle nuove borse strategiche, che rischiano di rimanere simboliche se non adeguatamente sostenute.

Le università evidenziano inoltre che, con l’attuale proposta di bilancio, le alleanze delle Università europee potrebbero non disporre delle risorse necessarie per sviluppare attività di ricerca e innovazione, limitandosi alle sole funzioni educative di base.

In un contesto globale segnato da crescenti tensioni sulla libertà accademica e sulla cooperazione scientifica internazionale, il rafforzamento di Erasmus+ viene quindi considerato una scelta non solo educativa, ma strategica. Un finanziamento adeguato consentirebbe al programma di sostenere lo sviluppo delle competenze, la digitalizzazione, l’attrazione dei talenti e l’accesso equo alle opportunità formative, contribuendo in modo concreto alla competitività e alla prosperità dell’Unione europea.

Area
Unione Europea
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