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La Commissione Europea ha approvato il finanziamento di 15 nuovi progetti nell’ambito dell’azione ERA Talents, dedicata allo scambio di personale, con un budget complessivo di oltre 43 milioni di euro. L’iniziativa mira a sostenere la crescita professionale e aumentare l’occupabilità dei talenti nella ricerca e innovazione, favorendo la mobilità tra settori diversi.
L’azione ERA Talents fa parte del programma Horizon Europe: Widening participation and spreading excellence e punta a rafforzare la mobilità intersettoriale dei talenti e la collaborazione tra mondo accademico e imprese per il trasferimento di conoscenze nei Paesi in fase di ampliamento della partecipazione europea.
La recente call ERA Talents si è chiusa il 26 settembre 2024, con 117 proposte presentate. Tra queste, sono stati selezionati i 15 migliori progetti, con firme dei Grant Agreements avvenute nel 2025 e una durata prevista fino a 4 anni. Rispetto alla prima edizione del 2022, l’interesse per l’opportunità di finanziamento è cresciuto più di sette volte, passando da 16 a 117 proposte, a testimonianza della rilevanza dei temi trattati: sviluppo della carriera e mobilità intersettoriale dei ricercatori.
Attraverso gli scambi di personale, i progetti mirano a ottenere risultati concreti come:
- Rafforzamento della base di talenti R&I nei Paesi in fase di ampliamento, con ricercatori e innovatori più qualificati e imprenditoriali.
- Miglioramento delle capacità di supporto alla R&I in organizzazioni accademiche e non accademiche.
- Maggiore mobilità geografica e intersettoriale dei talenti R&I.
- Accesso più ampio per le imprese private a istituzioni, infrastrutture ed expertise pubbliche in Europa e oltre.
- Eccellenza scientifica più elevata nelle organizzazioni dei Paesi Widening.
- Collaborazioni più strutturate e impattanti tra mondo accademico e non accademico.
- Sviluppo di competenze trasferibili, imprenditoriali e di ricerca tra i talenti coinvolti.
- Migliore occupabilità e opportunità di carriera a lungo termine nei settori accademici e non accademici.
Questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale per rafforzare la carriera dei ricercatori europei, favorendo una mobilità più ampia, competenze trasferibili e legami duraturi tra università, centri di ricerca e imprese.
