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Il Parlamento europeo ha avviato i lavori su una proposta preliminare dell’European Research Area (ERA) Act, anticipando l’iniziativa legislativa che la Commissione prevede di presentare nel 2026.

Il Parlamento ha anticipato il processo legislativo presentando un’interrogazione orale con mozione di risoluzione sull’Atto, accompagnata da un rapporto che individua quattro priorità strategiche per il futuro dell’ERA:

  1. Tutela della libertà della ricerca scientifica: il documento propone una normativa autonoma dedicata alla protezione della libertà accademica, insieme all’adozione di standard etici comuni.
  2. Un quadro ERA forte, vincolante e coerente: l’Atto viene presentato come uno strumento legislativo potenzialmente regolamentare, integrato da misure complementari per migliorare la governance, rendere più efficiente il monitoraggio, semplificare gli strumenti politici esistenti e armonizzarli con altre iniziative dell’Unione.
  3. Investimenti e obiettivo del 3%: il testo invita a inserire nell’Atto il target del 3% del PIL per la spesa pubblica e privata in ricerca, sostenendo piani e traguardi nazionali. L’attenzione si concentra anche sul ruolo della finanza privata, da incentivare in modo coerente con le priorità strategiche europee.
  4. Circolazione dei ricercatori, carriere e condizioni di lavoro: tra le misure proposte figurano l’eliminazione degli ostacoli alla mobilità dei ricercatori, il miglioramento del riconoscimento delle qualifiche e la semplificazione dei visti. Un capitolo rilevante riguarda il rafforzamento delle carriere scientifiche, con migliori condizioni di lavoro, pari opportunità e tutela della sicurezza della conoscenza e della proprietà intellettuale.

L’obiettivo è approvare la mozione parlamentare entro marzo 2026, così da influenzare le trattative future. Tuttavia, la realizzazione del target del 3% si preannuncia difficile, vista la divergenza tra priorità economiche nazionali e il contesto geopolitico. Il Parlamento punta comunque a una posizione ambiziosa, ricordando come altri impegni collettivi — come quelli nel settore della difesa — dimostrino che la volontà politica può rendere possibile ciò che appare complesso.